(Le 26 categorie)

Le categorie food & beverage in cui lavoriamo.

(01 Panifici e industrie del bakery) — Prodotti da forno

Panifici e industrie del bakery

01

Pane, focacce, pizze, grissini, crackers, prodotti da forno salati, lievitati da ricorrenza e specialità da forno fresche o confezionate.

Sullo scaffale del bakery la promessa di artigianalità è ovunque e vale sempre meno, mentre la marginalità resta sotto pressione dal private label. La differenza la fa il racconto verificabile: filiera corta, provenienza del grano, storia del prodotto e del fondatore come asset commerciale. Su questo costruiamo brand identity di matrice editoriale e pack che restituiscono il mestiere senza scivolare nel vintage di maniera.

(Brand di riferimento)

/ Bibanesi / Vitavigor / Germinal / Vandemoortele / Melegatti

(02 Mulini) — Farine

Mulini

02

Farine, semole, miscele, preparati per panificazione e pasticceria, cereali trasformati e grani antichi.

La farina è passata da commodity a prodotto con marca: il consumatore ha imparato a leggere forza, macinazione e origine del grano come fa con l'etichetta del vino, e il retail premia formati da scaffale e referenze speciali. Lavoriamo con i mulini sul doppio binario che questa categoria impone, il posizionamento consumer in GDO e la relazione tecnica col canale professionale, dove parlano lo stesso brand ma linguaggi diversi.

(Brand di riferimento)

/ Molino Rossetto / Molino Cosma

(03 Pastifici e riserie) — Pasta e riso

Pastifici e riserie

03

Pasta secca, fresca e ripiena, gnocchi, cous cous, riso, risotti pronti e cereali per il consumo alimentare.

Categoria centrale dell'identità food italiana, polarizzata tra grande industria e pastifici artigianali che si contendono lo stesso scaffale con leve opposte. Lavoriamo sul racconto del grano italiano, sulla tracciabilità della filiera corta e sulla distinzione tra trafilatura al bronzo e tecnologia standard, che per il consumatore è la soglia tra pasta e pasta qualsiasi.

(Brand di riferimento)

/ Andalini / Pasta Fresca Rossi / Pataro

(04 Industrie di snack e biscotti) — Snack e biscotti

Industrie di snack e biscotti

04

Snack dolci e salati, biscotti, wafer, merendine, barrette, chips, popcorn e prodotti per il consumo fuori pasto.

Davanti allo scaffale del fuori pasto il consumatore decide in tre secondi, in una delle categorie più affollate della GDO. Il food graphic design qui non è estetica ma sopravvivenza di scaffale: differenziazione visiva immediata, architettura di gamma leggibile e declinazione cross-category che tiene insieme il dolce e il salato sotto la stessa marca.

(Brand di riferimento)

/ Loacker

(05 Maestri e industrie del cioccolato) — Cioccolato

Maestri e industrie del cioccolato

05

Cioccolato, praline, creme spalmabili, tavolette, cacao e specialità a base di cioccolato.

Il prezzo del cacao ha toccato massimi storici e ha riscritto le regole della categoria: grammature, ricette e posizionamenti premium sono in revisione in tutta la filiera. In questo scenario il brand è l'unico argomento che difende il prezzo, dal racconto dell'origine della fava alla stagionalità delle ricorrenze, che in questa categoria pesa più che in ogni altra.

(Brand di riferimento)

/ Babbi / Witor's

(06 Centrali del latte e industrie lattiero-casearie) — Latte e Yogurt

Centrali del latte e industrie lattiero-casearie

06

Latte fresco e UHT, yogurt, dessert lattiero-caseari, burro, bevande a base latte e derivati freschi non caseari.

Il banco frigo dello yogurt è tra i più veloci della GDO per rotazione di referenze: proteico, kefir, skyr e zero zuccheri hanno ridisegnato la categoria in pochi anni e ogni ondata ridefinisce chi sta in scaffale. Lavoriamo su restyling di linea e architetture di gamma che reggono l'ingresso continuo di segmenti nuovi, con un packaging refrigerato che deve comunicare in verticale e in mezzo secondo.

(Brand di riferimento)

/ Mevgal / Zorbas

(07 Caseifici) — Formaggi

Caseifici

07

Formaggi freschi, stagionati, molli, duri, DOP, latticini e specialità casearie.

Nel formaggio la denominazione è insieme scudo e gabbia: la DOP difende il prezzo ma appiattisce la differenziazione, perché dentro il disciplinare i concorrenti raccontano tutti la stessa storia. La marca si costruisce su ciò che il disciplinare non copre, il territorio specifico, la famiglia, la stagionatura come scelta e non come obbligo. Su questo lavoriamo con caseifici storici e consorzi, dal restyling delle linee grattugiate al libero servizio.

(Brand di riferimento)

/ Arrigoni

(08 Salumifici e industrie della carne) — Carni e salumi

Salumifici e industrie della carne

08

Carne fresca, lavorata e trasformata, salumi, insaccati, prosciutti, hamburger, preparati e specialità a base di carne.

Nessuna filiera è sotto pressione narrativa quanto questa: benessere animale, origine territoriale e disciplinare di produzione sono ormai il terreno dove si decide la fiducia, prima del gusto e del prezzo. Accompagniamo marchi storici nei rebranding che traghettano il prodotto dal banco salumeria al libero servizio refrigerato, dove il pack eredita il lavoro che prima faceva il salumiere.

(Brand di riferimento)

/ Fiorucci / Comal / Parmacotto / Casa Modena

(09 Industrie ittiche e conserviere del mare) — Pesce e prodotti ittici

Industrie ittiche e conserviere del mare

09

Pesce fresco, surgelato e conservato, crostacei, molluschi, conserve ittiche e prodotti derivati dal mare.

L'ittico vive un paradosso: il consumo cresce sulla convenience, dal surgelato alla conserva premium, mentre la fiducia resta ancorata al banco del fresco. La sostenibilità della pesca e la tracciabilità della zona FAO sono passate da tecnicismo a criterio d'acquisto. Lavoriamo su brand communication corporate per la GDO e su pack che portano nel libero servizio le garanzie del banco.

(Brand di riferimento)

/ Cà Zuliani / Medusa

(10 Aziende ortofrutticole) — Ortofrutta fresca e trasformata

Aziende ortofrutticole

10

Frutta e verdura fresca, IV e V gamma, frutta secca, legumi, ortaggi trasformati, macedonie e prodotti vegetali confezionati.

L'ortofrutta è l'ultima grande categoria della GDO ancora dominata dallo sfuso senza marca, ed è per questo che la IV gamma e il confezionato premium sono il fronte dove nascono i brand. Stagionalità marcata, logistica del fresco e calendario agricolo dettano tempi che la comunicazione deve rispettare. Costruiamo il racconto del territorio di coltivazione e il posizionamento premium contro il private label.

(Brand di riferimento)

/ LaSelva

(11 Industrie conserviere) — Conserve e sughi

Industrie conserviere

11

Passate, polpe, conserve vegetali, sottoli, sottaceti, pesti, ragù, salse, creme e sughi pronti.

Qui la promessa della ricetta di famiglia è ovunque e non differenzia più nessuno: il confronto vero è col fatto in casa, il benchmark più duro che esista, e si vince solo con la qualità verificabile della filiera, dal pomodoro coltivato al chilometro dichiarato. Costruiamo brand strategy che reggono questo confronto e packaging che difendono la riconoscibilità in uno scaffale dove il private label copia in sei mesi qualunque codice visivo funzioni.

(Brand di riferimento)

/ Cirio Altacucina / Valfrutta

(12 Industrie dolciarie e confettiere) — Dolciumi

Industrie dolciarie e confettiere

12

Caramelle, confetti, marshmallow, chewing gum, gelatine, torroni, prodotti di zucchero e specialità dolciarie escluso il cioccolato.

Categoria d'impulso per definizione, dove l'acquisto si decide in cassa e nei punti caldi del punto vendita più che a scaffale, e dove il canale normal trade e i grossisti dolciari pesano ancora quanto la GDO. La pressione salutistica su zuccheri e coloranti sta riscrivendo ricette e claim: lo sugar free è passato da nicchia a segmento obbligato e il pack deve dirlo senza spegnere la festa che la categoria vende.

(13 Torrefazioni) — Caffè, tè e tisane

Torrefazioni

13

Caffè in grani, macinato e solubile, capsule, cialde, tè, infusi, tisane e bevande calde.

Il caffè è commodity globale ma il brand è cultura locale: racconto di torrefazione, identità di città, rito del bar. Il canale HoReCa pesa quanto la GDO e chiede materiali propri, cataloghi tecnici per pubblici esercizi, presenza a Host e SIGEP, contenuti formativi per baristi. Lavoriamo su entrambi i fronti, con la crescita del porzionato e dello specialty che sposta il confronto dal prezzo alla competenza.

(Brand di riferimento)

/ Essse Caffè / Aiello

(14 Industrie delle bevande) — Soft drink e succhi

Industrie delle bevande

14

Bibite analcoliche, succhi di frutta, nettari, energy drink, sport drink, tè freddi, kombucha e bevande funzionali analcoliche.

Nel beverage analcolico il packaging primario è una variabile di marketing prima che produttiva: vetro, PET o lattina decidono il canale di sbocco, il momento di consumo e il posizionamento di prezzo. La sugar tax e la pressione salutistica spingono riformulazioni e claim funzionali, mentre energy e kombucha dimostrano che la categoria premia chi crea segmenti invece di presidiarli. Lavoriamo su lanci di linea, riposizionamenti verso consumatori più giovani e brand activation sul calendario estivo e sportivo.

(Brand di riferimento)

/ Pfanner / Tassoni

(15 Fonti e acque minerali) — Acqua

Fonti e acque minerali

15

Acque minerali naturali, frizzanti, effervescenti naturali, aromatizzate e acque funzionali.

L'acqua è la categoria con il vincolo narrativo più severo del food: il claim salutistico è regolato al millimetro e la mineralizzazione non basta a costruire una marca. Il premium si gioca su territorio della fonte, design della bottiglia, sostenibilità del packaging e, sempre più, sul purpose che il brand incorpora. Lavoriamo su questi assi, dove si difende il prezzo di un prodotto che al rubinetto costa mille volte meno.

(Brand di riferimento)

/ Wami

(16 Cantine e consorzi) — Vino

Cantine e consorzi

16

Vino fermo, spumante, metodo classico, vino biologico, denominazioni DOC, DOCG e IGT, consorzi vitivinicoli.

Il vino ha disciplina propria: annata, denominazione e vendemmia decidono il taglio della comunicazione prima ancora del messaggio. Dentro questi vincoli lavoriamo con cantine e consorzi su posizionamento di linee, restyling etichetta, export e presenza fieristica, da Vinitaly a ProWein. La grafica etichetta la trattiamo come competenza dedicata, non come sotto-disciplina del packaging generalista.

(Brand di riferimento)

/ Tremonti / Consorzio del Roero

(17 Birrifici e distillerie) — Birra e distillati

Birrifici e distillerie

17

Birre, sidri, liquori, grappe, whisky, gin, rum, vodka, amari, vermouth e superalcolici.

Dopo l'onda artigianale la birra è entrata nella fase della selezione: i birrifici che restano sono quelli che hanno trasformato l'identità di territorio in marca distributiva, non in etichetta da festival. Nei distillati la partita è opposta, il gin e l'amaro italiano vivono un premium guidato dalla miscelazione, dove il brand nasce nel bicchiere del bartender prima che a scaffale. Due mercati con la stessa regola: qui il rito di consumo detta la comunicazione.

(18 Frantoi e acetifici) — Condimenti, Oli e Aceti

Frantoi e acetifici

18

Oli vegetali, olio EVO, aceti, aceto balsamico, salse, maionese, ketchup, senape, spezie ed erbe aromatiche confezionate.

L'olio EVO e il balsamico condividono lo stesso paradosso: eccellenze con disciplinari severi che lo scaffale comprime in una guerra di prezzo, dove il consumatore non sa riconoscere ciò che paga. La marca si costruisce educando, origine della materia prima, annata del raccolto, metodo di produzione. Nello specialty delle spezie e delle salse la marginalità è alta e la differenziazione si gioca sul racconto della provenienza geografica.

(Brand di riferimento)

/ Caber / Carandini

(19 Industrie del surgelato e della gastronomia) — Surgelati e piatti pronti

Industrie del surgelato e della gastronomia

19

Alimenti surgelati, pizze e verdure surgelate, piatti pronti freschi, gastronomia pronta e meal kit.

Il convenience guida la scelta ma non giustifica più da solo il prezzo: il consumatore del piatto pronto chiede ingredienti da leggere, ricette da riconoscere e una qualità percepita che regga il confronto col fatto in casa. Lavoriamo sulla narrazione di filiera degli ingredienti e su packaging refrigerato e surgelato che deve funzionare tre volte, a scaffale, nel microonde e in forno.

(Brand di riferimento)

/ Artica

(20 Produttori plant based) — Plant Based

Produttori plant based

20

Bevande vegetali, alternative proteiche alla carne e ai latticini, prodotti vegan e sostituti di origine vegetale.

Il plant based è uscito dalla fase ideologica: il consumatore che lo compra oggi è flexitariano, giudica gusto e prezzo prima dell'etica e ha decretato la selezione dei brand della prima ondata. La categoria premia chi comunica il prodotto come scelta alimentare normale e non come rinuncia, mentre il quadro normativo sui nomi, dal meat sounding in giù, resta un vincolo che riscrive naming e pack a ogni aggiornamento.

(21 Aziende del food service) — Ingredienti e Semilavorati per Horeca

Aziende del food service

21

Ingredienti professionali, basi, preparati, miscele, semilavorati per ristorazione, pasticceria, panificazione, gelateria e food service.

Nel B2B alimentare il cliente non compra un prodotto, compra una resa: costanza del risultato, servizio tecnico, formazione. La comunicazione segue questa logica, cataloghi tecnici per il professionista, materiali fiera per Sigep e Host, contenuti formativi che trasformano il fornitore in partner di laboratorio. Lavoriamo con le aziende del food service su tutto questo fronte, dove la marca si costruisce nella fiducia dello chef prima che in qualunque campagna.

(Brand di riferimento)

/ Cirio Alta Cucina / Valfrutta Grand Chef / CSM / Rubicone

(22 Industrie del pet food) — Pet Food

Industrie del pet food

22

Alimenti secchi e umidi, snack, integratori e prodotti nutrizionali per animali domestici.

Il pet food è la categoria che più assomiglia al food umano nelle dinamiche e meno nei vincoli: la premiumizzazione corre, grain free, monoproteico, ricette naturali, perché il proprietario proietta sul pet le proprie scelte alimentari. La normativa però separa nettamente ciò che si può dire, e il pack deve parlare a chi compra raccontando chi mangia. È il motivo per cui la trattiamo come categoria food a tutti gli effetti.

(23 Industrie del baby food) — Baby Food

Industrie del baby food

23

Omogeneizzati, pappe, latti di crescita, snack e prodotti alimentari per la prima infanzia.

Nessuna categoria ha una soglia di fiducia più alta: chi compra baby food non perdona e la marca si gioca tutto sulla sicurezza percepita, filiera controllata, assenza di residui, trasparenza totale degli ingredienti. Il quadro normativo su claim e composizione è il più severo del food e la comunicazione deve muoversi al suo interno senza mai suonare difensiva. La natalità in calo restringe il mercato e sposta la partita sul valore per singolo consumatore.

(24 Gelaterie e industrie del gelato) — Gelato e semifreddi

Gelaterie e industrie del gelato

24

Gelato confezionato e artigianale, semifreddi, torte gelato, stecchi, coni, ingredienti e semilavorati per gelateria.

Stagionalità estiva forte ma consumo in destagionalizzazione: il gelato si sposta dal momento impulso al dessert domestico e la vaschetta premium contende spazio alla pasticceria. Lavoriamo su entrambi i lati del banco, con catene di gelaterie in fase di scaling nazionale, dove l'identità artigianale deve reggere la replica in serie, e con i produttori di ingredienti e semilavorati che di quella filiera sono il motore tecnico.

(Brand di riferimento)

/ Babbi / Unigra / Martini Professional

(25 Aziende avicole e ovoprodotti) — Uova e ovoprodotti

Aziende avicole e ovoprodotti

25

Uova fresche, uova da allevamento a terra e biologico, ovoprodotti pastorizzati e derivati dell'uovo per industria e Horeca.

L'uovo è passato da commodity anonima a prodotto etichettato dove il codice di allevamento decide l'acquisto: gabbia, terra, aperto, bio sono ormai segmenti di prezzo e di valori, spinti dagli impegni cage free della GDO e dell'industria. Lavoriamo sulla brand communication corporate di questa transizione, dove il pack e il racconto di filiera devono anticipare una sensibilità che cresce più in fretta della normativa.

(Brand di riferimento)

/ Eurovo

(26 Zuccherifici) — Zucchero e dolcificanti

Zuccherifici

26

Zucchero bianco e di canna, zuccheri speciali, dolcificanti naturali e intensivi, sciroppi e prodotti dolcificanti.

Categoria sotto attacco narrativo permanente, con la pressione salutistica che comprime i volumi e spinge il mercato verso dolcificanti naturali e zuccheri non raffinati. La marca qui difende un prodotto che tutti comprano e nessuno rivendica: si lavora su usi e ricettazione, sulla pasticceria domestica come territorio di comunicazione e sul portafoglio prodotti che accompagna il consumatore nella riduzione senza perderlo.

(Brand di riferimento)

/ Eridania

(Domande frequenti)

Cose che ci chiedono spesso sui settori.

In quali settori del food & beverage lavorate?

In tutti e ventisei quelli elencati in questa pagina, prodotti da forno e pet food compresi, ed esclusivamente nel food & beverage. Lavoriamo nel comparto dal 2010 e non accettiamo progetti fuori dal food. È la condizione che ci permette di conoscere calendario stagionale, canale di sbocco e vincolo normativo di ogni categoria.

Con che tipo di aziende lavorate?

Con le grandi aziende e i brand nazionali del food & beverage, multinazionali, industrie di marca e consorzi. Quello che conta è la maturità del brand e la complessità della categoria, perché sono le due cose che rendono necessario un presidio continuativo invece di un intervento isolato.

Come affrontate una categoria dove non avete ancora case study?

Ci prendiamo il tempo per studiare, e lo diciamo apertamente. Il primo incontro è una call di scoperta di 45 minuti dove ascoltiamo vincoli, calendario, canale e disciplina normativa del cliente. Da lì decidiamo se siamo l'agenzia giusta, anche quando la risposta è no.

Avete competenze sul vino?

Sì, con una competenza dedicata. La comunicazione del vino ha disciplina propria, denominazione, annata, etichettatura, calendario fieristico di Vinitaly e ProWein. Affianchiamo cantine e consorzi su brand identity, restyling etichetta, export e digital wine marketing.

Seguite anche biologico, DOP, IGP e altri regimi di certificazione?

Sì, in modo trasversale a tutte le categorie. Lavoriamo con consorzi DOP e IGP, produttori bio certificati e brand che fanno del claim salutistico una variabile centrale del posizionamento. Conosciamo il perimetro normativo di ciò che si può dichiarare in pack, in advertising e in scheda prodotto.

Perché un'agenzia food si occupa anche di pet food e baby food?

Perché sono categorie food a tutti gli effetti, con le stesse dinamiche di scaffale, di premiumizzazione e di racconto di filiera, e con in più un quadro normativo tra i più severi del comparto. Chi compra per il proprio animale o per il proprio figlio applica le stesse logiche di fiducia del carrello alimentare, spesso amplificate.

Lavorate anche sul canale Horeca e sul B2B?

Sì, è una delle nostre categorie. Per le aziende del food service curiamo cataloghi tecnici, materiali fiera per Sigep e Host e contenuti formativi per il professionista. La comunicazione B2B alimentare ha regole proprie e la trattiamo come disciplina dedicata, non come versione ridotta del consumer.