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L’importanza dei colori nel food

Nel food, più che in ogni altro settore, il colore è fondamentale.
Scegliendo quello giusto si può per esempio aumentare il senso di fame, oppure trasmettere tanti altri valori.

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Pensa ai più celebri pack del mondo food: secondo te i colori sono stati scelti solo per motivi estetici? Ebbene no. Quando si scelgono i colori da utilizzare per una determinata confezione, l’aspetto estetico passa in secondo piano. Quello che più importa è cosa comunicano quei colori, cosa trasmettono o cosa provocano a chi li guarda, sia a livello conscio sia a livello inconscio.

Devi sapere infatti che ogni colore, al suo interno, custodisce significati storici, culturali e sociali ben definiti.
Facciamo qualche esempio: pensa a colori caldi, come il rosso o l’arancione, che infondono una naturale energia; oppure a un colore freddo come l’azzurro, che trasmette un senso di benessere e salute.

Come avrai capito, parlando di food scegliere il colore giusto è più che mai fondamentale. Non si deve infatti valorizzare meramente il prodotto, ma comunicarne anche il gusto, la consistenza, l’aroma.

Ma parlare unicamente di “colore” è un po’ riduttivo. Questo infatti è composto da una serie infinita di caratteristiche che, modificandole, creano un qualcosa del tutto nuovo. Scopriamole più da vicino.

La tonalità

È la proprietà del colore che percepiamo attraverso la vista, ed è data dalle lunghezze d’onde visibili della luce.

PMS

Il PMS (o Pantone Matching System) è l’acronimo utilizzato per i colori creati con il sistema tintometrico Pantone, un sistema standardizzato di riproduzione del colore che assicura sempre la stampa del colore corretto. Con questo sistema ogni colore è definito da un codice, quindi… impossibile sbagliare!

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RGB

RGB è il modello standard per la visualizzazione dei colori su uno schermo.

La saturazione

La saturazione di un colore dipende dal grado di purezza, e va dal 100% del colore puro allo 0% del grigio. Un’immagine molto satura è vivace e luminosa, mentre un’immagine desaturata avrà un aspetto spento simile al ‘color seppia’.

Il tono

Il tono di un colore dipende dalla quantità di grigio che si aggiunge. In base alla quantità, il colore sarà più o meno puro.

La tinta

Aggiungendo bianco a un colore si ottiene la tinta. Al contrario del tono, che genera un colore meno acceso, la tinta crea una varietà di colore più tenue o luminosa.

La luminosità

Il valore di un colore è determinato dalla luminosità. Un colore con un valore pari al 100% sembrerà un colore puro, mentre con un valore del 50% si presenterà più scuro e meno luminoso.

Ognuno di questi elementi va trattato con molta cura: bisogna saper scegliere la sfumatura unica e distintiva che sappia comunicare, ancor prima del testo e del prodotto, le caratteristiche più importanti, come il gusto, la consistenza o il sapore.

Ecco perché è fondamentale affidarsi a chi è capace di distaccare il “funzionale” dal “bello”: il primo è un fatto oggettivo e misurabile, il secondo no. Si può creare infatti il packaging più bello delle mondo, ma se attraverso i suoi colori non comunica al target giusto i plus, è tutto lavoro sprecato.

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Beatrice Vernocchi
Chief executive officer: “…erbacipollina rappresenta per me la possibilità di affiancare e valorizzare il “saper fare italiano” delle tante straordinarie realtà del mondo del food che ogni giorno si impegnano e competono sui mercati…”

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