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“Free From”, un driver d’acquisto sempre più importante nell’agroalimentare

Il "senza" è sempre di più un driver di acquisto molto importante per i consumatori.
Il motivo? Il totale stravolgimento delle abitudini di consumo e dei nuovi trend del mercato.

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Sono tanti i trend che in questi anni stanno cambiando notevolmente il mercato e i consumi nell’agroalimentare. Dal biologico al salutare, dal caffè al burro. Nessun settore ne è immune.

Ed è in questo ultimo anno che è stata consacrata l’importanza di un nuovo trend, sempre più preso in considerazione dai consumatori al momento dell’acquisto: quello dei “Free From”.

Di cosa si tratta? Con questo termine ci riferiamo a tutti quei prodotti nella cui etichetta troviamo la dicitura “senza”: senza lattosio, senza glutine, senza conservanti e coloranti, senza OGM, senza olio di palma ecc.

Pensa, oggi il 74% degli italiani è proprio orientato verso questo tipo di alimenti. Sicuramente merito (almeno in parte) dei nuovi stili di vita, che prediligono prodotti salutari (o almeno, percepiti salutari), rispettosi dell’ambiente e di qualità. Ecco allora che sorgono interessanti percentuali riguardo le preferenze di acquisto:

_ Il 45% predilige gli alimenti senza conservanti;
_ Il 43% senza coloranti;
_ Il 38% senza OGM;
_ Il 31% senza glutine e lattosio

Ed è proprio il settore del “senza glutine” che nell’ultimo periodo segna risultati davvero interessanti, tanto che oggi è un mercato che vale circa 320 milioni di euro all’anno.

free from gluten free

Chi acquista prodotti “senza…”?

L’Istituto ixè ha analizzato anche chi sono i maggiori consumatori di questa tipologia di prodotti, rivelando che:

_ Si tratta principalmente di donne e casalinghe;
_ Le fasce di età sono due: i giovani (dai 18 ai 34) e i giovani adulti (dai 35 ai 44);
_ Si cercano sempre più prodotti “salutari” e questo tipo di alimentazione viene trasmesso anche ai figli;
_ Gli uomini generalmente si preoccupano di più dell’eccesso di zuccheri;
_ Questi consumatori sono in media più scolarizzati, appartengono alla classe medio-alta e vivono prevalentemente nel Centro Italia.

Secondo Margherita Santoro, CEO dell’Istituto ixè:

“Il dato esprime probabilmente un insieme di fattori. Da un lato un rapporto più consapevole e informato con il cibo e le abitudini alimentari, grazie a una maggiore familiarità con i consigli e le conoscenze della scienza della nutrizione e dell’educazione alimentare, dall’altra, forse, una maggiore esposizione alle mode che estremizzano, e in certi casi distorcono, le indicazioni della scienza medica”.

E tu cosa ne pensi? Cosa spinge i consumatori a prediligere questo tipo di alimenti? Scrivici la tua opinione nei commenti!

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Beatrice Vernocchi
Chief executive officer: “…erbacipollina rappresenta per me la possibilità di affiancare e valorizzare il “saper fare italiano” delle tante straordinarie realtà del mondo del food che ogni giorno si impegnano e competono sui mercati…”

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