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E-commerce alimentare, un bilancio che frutta

in E-commerce Food&Beverage

ecommerce alimentare in italia

Il banco di prova che stiamo per raccontare non è quello del venditore al dettaglio o del reparto di supermercato. Si tratta, più che altro, di una vetrina.

Precisamente quella del negozio online. Ovvero del commercio esercitato sul web, noto a tutti come e-commerce. Una di quelle tipologie che fa gola a molti. Pap(p)abile in particolar modo da chi si occupa per mestiere di food e della sua vendita.

Alimentare false speranze non è il nostro obiettivo. Per questo, adesso, procediamo in rassegna con dati e statistiche, degne di nota, che meglio rendono il nostro foodtelling.

E-commerce food Italia, il panorama di casa

Secondo il convegno Netcomm Focus Food, tenutosi a Milano nel 2017, qualcosa è cambiato. A cambiare sono gli stili di vita degli italiani e il loro rapporto col cibo. Di conseguenza, nella domanda cambiano le modalità di acquisto e nell’offerta quelle di distribuzione degli alimenti. È qui che le news dell’incontro sul food tengono a precisare l’importanza strategica dell’uso delle tecnologie nell’attività aziendale. Una prospettiva capace di suggerire alle imprese come meglio comprendere le esigenze dei loro clienti.

Si parla quindi di integrazione digitale nell’ambito del food, ovvero di e-food: un salto di qualità non indifferente per un settore concreto come quello dell’agroalimentare, abituato da sempre a trattare la materia prima.

Pensa che il valore di questo mercato si aggira intorno agli 849 milioni di euro, circa il 4% del volume totale del commercio digitale italiano. Un dato rilevante per il food e commerce, il cui tasso di crescita annuo è aumentato del 43% rispetto ai volumi del 2016.

Secondo l’Osservatorio NetRetail, la percentuale di e-shopper italiani che comprano prodotti alimentari è in aumento rispetto a quel 24% stimato a Marzo del 2017. Però, altro dettaglio, quella parte dei buyers digitalizzata non ha mai abbandonato i punti vendita tradizionali. Anzi, reputano migliorata la loro customer journey soltanto con l’interazione di differenti canali di acquisto.

L’importanza del Mobile

Sempre secondo l’indagine NetRatail 2017 per il 33,7% dei consumatori omnicanale è lo smartphone lo strumento per eccellenza dello shop-online. Se questo mezzo tecnologico ha un ruolo fondamentale nell’orientare il comportamento del consumatore, di conseguenza è utile al venditore per capire abitudini e preferenze del suo target di riferimento.

Secondo il report di Maggio, E-commerce in Italia 2018 N.16, di Casaleggio associati in italia l’online ha raggiunto l’89% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni e 43 milioni di italiani accedono a internet sia da postazioni fisse che mobile. L’accesso più diffuso a internet quindi avviene tramite smartphone, con una crescita nell’utilizzo dell’11,5% rispetto a due anni fa. Altri dati degni di nota si riferiscono al mercato e-commerce B2C, che nello scorso anno ha generato un fatturato di 35,1 miliardi di euro, crescendo dell’11% rispetto al 2016. Possiamo essere positivi per quanto riguarda il fatturato e-commerce in tutti i settori poiché in netta crescita, ma la crescita ai nostri occhi più interessante riguarda il settore alimentare che si fissa a quota +24%.

donna che acquista attraverso smartphone su un ecommerce alimentare

E commerce alimentare dati export Italia

Il report di Casaleggio associati ci dice che il fatturato e commerce delle aziende italiane all’estero nel 2017 è stato del 30% delle vendite online totali. Cioè il fatturato è dipeso dalla strategia adottata dalle aziende.

Fondamentale, quest’ultima, soprattutto:

 

  • per le aziende che non hanno una presenza fisica in altri paesi,
  • per le non appartenenti ai gruppi multinazionali,
  • per quelle sprovviste di sito multilingua.

 

Infatti la percentuale di guadagno estero sul totale delle vendite online è del 32% solo per le aziende con sito multilingua, mentre per quelle fornite di sito solo in lingua italiana si fissa al 19%. Le tattiche di penetrazione nei mercati esteri si rivolgono ai clienti stranieri sfruttando la funzione “poliglotta” dei siti a più lingue. Comunque la prospettiva di esportare prodotti alimentari all’estero rimane una prerogativa delle aziende italiane.

Basti pensare alla crescita della domanda nel Nord America dovuta al buon nome del Made in Italy. Circostanza che sottolinea l’intenzione delle aziende italiane a conquistare le principali fette di mercato straniero. Per il settore alimentare l’andamento dell’export tramite il web sta vivendo situazioni favorevoli. Infatti, afferma il Market Monitor Alimentare, che molte sono le imprese del comparto nazionale che beneficiano di quel plus-valore determinato dalla provenienza geografica italiana. In particolar modo per i produttori di pasta e prodotti da forno. Così in positivo possiamo dire che:

Il settore italiano food & beverage ha avuto un valore di crescita (per l’export via etere) del 2,2% nel 2017 e lo avrà del 2,4% nel 2018.

Food e commerce: i fattori da non perdere di vista

Settori e-food di successo.

Food & Grocery

Questo ambito della produzione alimentare, nonostante sia ancora un mercato di nicchia è in forte crescita. Attualmente incide marginalmente nel commercio elettronico B2C ma viene considerato una frontiera e commerce dal futuro assicurato. Come? Stando dietro ai bisogni del consumatore, il quale decide quando, come e dove acquistare i prodotti desiderati.

Così il Food & Grocery agisce sull’offerta, aumentandola attraverso una serie di iniziative diffuse online, provenienti in particolar modo dal commercio tradizionale, dai player e dalle start-up.

Tre sono i segmenti di questo sub-settore che si prestano alla vendita online:

 

  1. Grocery Retail: la distribuzione tradizionale, i venditori ambulanti, i produttori – venditori diretti e infine la grande distribuzione moderna (GDO) con un fatturato di 118 milioni di euro e una crescita del +40%
  2. Enogastronomia: prodotti gastronomici e alcolici con un fatturato di 240 milioni di euro e una crescita del +17%;
  3. Ristorazione Online: il cibo pronto con un fatturato di 90 milioni di euro e una crescita del +29%.

acquisto su ecommmerce alimentare di un grocery

Vediamo nel dettaglio:

1)Per la Grocery Retail il tentativo vincente di interazione tra commercio tradizionale e web si chiama E-grocery, valida soluzione di shopping online che secondo l’opinione dei consumatori ha dei pro:

 

  • riduce gli sprechi di tempo nel fare la spesa;
  • diminuisce lo stress psicologico nell’attività di shopping;
  • è conveniente in termini economici e di tempo.

 

E dei contro:

 

  • riduce di poco la percezione dei vantaggi avuti con l’acquisto online (stress da attesa spedizione);
  • genera preoccupazione per le transazioni e privacy;
  • a volte percepito come complesso;
  • non si possono utilizzare i coupon delle offerte;
  • non c’è contatto con il personale.

 

Per la sua distribuzione in rete si individuano invece due modalità, utilizzate in particolar modo nella GDO:

 

  • C&C (click and collect): modalità di acquisto e prenotazione online dei prodotti e ritiro presso il punto vendita,
  • Home Delivery: acquisto telematico e, in alcuni casi anche il pagamento, a domicilio tramite corriere.

 

2) L’Enogastronomia o settore Food & Wine (ovvero, il paniere prodotti enologico-gastronomici riferiti e offerti da un determinato territorio) in Italia è il segmento economico con il valore d’acquisto più elevato in ambito alimentare. Rappresenta il 47% dell’intera produzione di settore. È un business strategico per l’e commerce perché:

 

  • riunisce in uno più settori forti dell’economia del bel paese (turismo, promozione del territorio, beni culturali, forme di intrattenimento, tempo libero e wellness),
  • moltiplica il suo valore nelle infinite possibilità di ricerca che gli utenti hanno interrogando il browser.

 

3)La Ristorazione Online (servizio di consegna a domicilio Dot.com) ha il suo punto forte nella consegna quasi espressa delle pietanze ordinate, grazie a servizi come Ubereats (servizio food-delivery del marchio Uber) presente in italia soltanto a Milano, e, Deliveroo servizio di consegna a domicilio più usato in Italia. 168.289 attività ristorative offrono il servizio “ristorazione mobile”.

Soluzione performante, che consente:

 

  • l’aumento dei volumi di acquisto e consumo,
  • l’aumento del numero clienti, con percentuali di vendita maggiori rispetto a quelle del solo locale ,
  • aumento della brand awareness e qualità garantita dal “Made in Italy”.

 

Caratteristiche e format degli e-commerce alimentari italiani.

Le caratteristiche fondamentali degli shop online enogastronomico-alimentari che li differenziano dai classici negozi di generi alimentari sono:

 

  • la qualità dei prodotti;
  • la difficile reperibilità degli stessi;
  • ampia varietà dell’offerta alimentare;
  • la variabilità di prezzo (prodotti comuni a prezzi imbattibili).

 

Mentre i principali format di e-commerce alimentari sono:

 

  • shop online monoprodotto o monotematico, specializzato nella vendita di particolari generi alimentari, come gli e-commerce di mulini (vendita esclusiva di farine e cereali), enoteche online (ampia offerta di vini e alcolici), negozi online di produttori di formaggi, di birre artigianali, di carni e salumi; la caratteristica di punta sono la specificità e la qualità;
  • shop online multiprodotto o pluritematico, costituito da altre due sotto-categorie: una esprime attraverso l’offerta dei prodotti il forte legame con il territorio di provenienza (terroir) promuovendo e vendendo il paniere dei prodotti tipici, locali o regionali, l’altra offre i prodotti d’eccellenza italiani o stranieri; la caratteristica di punta è la vasta offerta di prodotti di nicchia (spesso prodotti gourmet o di eccellenza).

piattaforme di ecommerce food

E commerce settore alimentare: #food-lovers & #foodologia2018

Food-lovers.

Capire le principali motivazioni che spingono i customers a scegliere il canale food online rispetto ai tradizionali metodi di acquisto è fondamentale. Lo stesso è capire come indirizzarlo. Come si fa?

 

  • Bisogna guardarsi attorno e tenere come riferimento i competitors vincenti (come new-comer e start-up) con questo obiettivo.
  • È importante considerare i cluster di consumatori, diversi per comportamento e provenienza geografica, tramite l’analisi particolareggiata dei più specifici trend, procedendo per deduzione (dal generale al particolare) fino a individuare le buyer personas dei clienti tipo.

 

Soltanto agendo in questo modo sarà possibile intercettare le ragioni che spingono gli utenti a fare acquisti online. Pierpaolo Mamone nel suo articolo Efood: il mercato sta esplodendo e raddoppierà, ci dice che ci sono tre principali fattori riconducibili al mare magnum delle ragioni che spingono agli acquisti su e commerce:

 

  • individualizzazione: la possibilità di rendere l’esperienza d’acquisto unica e tailored (su misura),
  • convenience: lo shopping più veloce e al miglior prezzo (risparmio tempo e denaro),
  • social interaction: l’esigenza di condividere l’esperienza d’acquisto con la propria tribù (community) di appartenenza.

 

Punti condivisi, questi, con gli altri canali di acquisto. La differenza per i web-shop sta nella tecnologia digitale a loro servizio, in grado di attivare e stimolare in modo singolare i bisogni latenti del pubblico a seguito di azioni volutamente programmate (e commerce trigger).

Inoltre, secondo gli studi sulle tipologie di buyers di settore, conseguite da Roham A. J. e Swaminathan V. nel 2004, emergono tre motivi fondamentali che inducono lo shopping online:

 

  • convenienza a 360 ° dell’ordine ultimato,
  • desiderio di immediata ricezione del prodotto selezionato senza recarsi nel negozio fisico,
  • la ricerca della verità, tramite: confronto dei brand offerenti la stessa gamma merceologica, analisi sul web delle alternative di prodotto.

 

E sulla base di questi 3 parametri, sempre gli stessi studiosi, hanno identificato 4 tipologie di acquirenti del Grocery online:

 

  • balanced buyers (sono motivati all’acquisto da una scelta equilibrata di prodotti in base a convenienza e varietà);
  • variety seekers (sono motivati all’acquisto dalla ricerca della varietà tra alternative al dettaglio e tipi di prodotti e marchi);
  • convenience shoppers (sono motivati all’acquisto dalla convenienza);
  • store-oriented shoppers (sono orientati verso lo store fisico, vogliono avere subito il prodotto e vivere esperienze sociali).

 

Le prime due tipologie di clienti , secondo le indagini, sono risultate più comuni (diffusa per 41% la prima e per il 33% la seconda) unica differenza per entrambe “l’intensità delle motivazioni di acquisto”. Secondo gli stessi studi, le balanced buyers hanno più confidenza con l’e commerce rispetto alle convenience shoppers, secondi nell’indice di gradimento.

Foodologia 2018, le previsioni e-food per l’anno corrente.

Un indice di miglioramento degli e-food italiani proviene dall’atteggiamento dei consumatori dello stivale. Inguaribili scettici nei confronti delle novità del progresso, col tempo sono riusciti a superare le diffidenze iniziali nel mezzo e negli operatori dei negozi online, soprattutto per quanto riguarda gli acquisti di generi alimentari.

Tutto merito della credibilità e della reputazione delle big venture. Come Amazon, che col suo e-shop grocery Fresh Pickup, ha saputo conquistare le masse. In questo modo gli utenti sono molto più sicuri nell’acquistare sul web prodotti facilmente deperibili come quelli alimentari.

L’aumento della dimestichezza negli acquisti online è un dato di fatto. Un chiaro segnale è l’apertura di nuovi e commerce di tante piccole imprese fortemente concorrenziali nell’offerta. Questo perché propongono una vasta gamma di prodotti di nicchia, insoliti sia sulle grandi piattaforme web che nella grande distribuzione offline. Si tratta di prodotti di eccellenza del territorio a stretto rapporto con le realtà locali. Cambia l’approccio, cambiano le esigenze del pubblico di riferimento e di conseguenza cambiano i trend di mercato:

 

  • le nuove abitudini alimentari influiscono sull’evoluzione della domanda: sono molto richiesti i prodotti vegani, vegetariani, bio,
  • la formazione di nuova domanda online di prodotti insoliti, sul mercato italiano, creano nuove opportunità di business attraverso la realizzazione di linee prodotto, pensate e create, per soddisfare bisogni specifici: esigenze della community kosher e halal, intercettabile sui forum di dibattito,
  • necessità di informazione e trasparenza di etichetta: per rispondere in maniera adeguata e approfondita, alle domande dei buyers, su ciò che mangiano, sugli ingredienti e valori nutrizionali.

 

Aspetti che trasformano il consumo di cibo in un momento esperienziale di cui parlare e condividere con gli altri su internet. Quindi possiamo pensare all’e commerce delle aziende italiane dell’agro-food & wine come a una grande opportunità di business:

 

  • posizionandosi in un canale che genera alti profitti,
  • confermando la crescita di settore nei canali tradizionali,
  • influenzando le  le vendite offline con la digital technology,
  • coinvolgendo in particolare la generazione dei Millennials,
  • facendo  interagire e conoscere meglio le aziende con i loro clienti attraverso le piattaforme digitali,
  • l’interazione con il target di consumatori consente loro la knowledge management adeguata allo sviluppo e alla realizzazione di prodotti e produzione innovativa (in termini di efficacia e di efficienza).

 

Lo smart-shopping è il futuro. La frenesia della vita di tutti i giorni, che satura di impegni le 24 ore a disposizione, consente, sì, di godere della velocità come pregio tecnologico del mondo a fibra ottica (user friendly), ma, allo stesso modo la scarsità di tempo non consente una delle attività fondamentali per l’uomo: fare la spesa per nutrirsi!

Per questo gli italiani scelgono con maggior frequenza di ordinare il cibo online e farselo consegnare a domicilio. Non a caso l’Osservatorio NetRatail sottolinea come gli acquisti medi di chi ha fatto la spesa online nel 2017 hanno raggiunto cifre piuttosto insolite per l’e-shopping italiano: fino a raggiungere i 100 euro per ordine!

Questo significa che i consumatori trovano sia conveniente (in termini economici e di tempo) che interessante (offerta di prodotti alimentari variegata in numeri e in pezzi disponibili alla vendita) fare la spesa di cibo online. Il vantaggio è stato individuato anche dalle grandi catene con servizi adeguati al web: Easy Coop o Esselunga a casa.

Vuoi far crescere il tuo fatturato con un e-commerce alimentare? Contattaci!

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