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Foodies: di chi stiamo parlando?

in Comunicazione Food

chi sono i foodies

Negli ultimi anni è sempre più Food Mania. Programmi di cucina che si diffondono a macchia d’olio, migliaia di foto condivise sui social, intere aree dedicate alla cucina all’interno delle librerie, food influencer… insomma, cibo a ogni angolo. Ma ti starai chiedendo: perché questo fenomeno? Semplice, grazie ai foodies!

Il Food come vera e propria esperienza

Se non hai mai sentito parlare di foodies tranquillo, cerchiamo di spiegartelo.

Il termine, usato per la prima volta da Paul Levy e Ann Barr nel libro “The official foodie handbook” (1984), indica una persona che ama profondamente il cibo: non è un gourmet professionista ma non è neanche uno che non ne capisce nulla. Questo amore è quasi come un hobby: si viaggia, si studia, e si seguono le tendenze con un occhio sempre rivolto al cibo.

Ma qui non si intende il cibo come mero oggetto funzionale e necessario. È inteso come esperienza (che coinvolge più sensi), come momento di condivisione e di socializzazione. Si parla di cibo con gli amici, si condividono le foto sui social, si guardano programmi dedicati insieme… quasi come una religione.

Una cosa che devi sapere: i foodies non sono una categoria univoca, ma si dividono in più tipologie.. Ti va di scoprirle?

4 personaggi, 4 modi di vedere il cibo

Tutto è partito da due importanti dicotomie, dalle quali si sono poi estrapolate 4 diversi tipologie di foodies:

  • istituzionale vs alternativo: il primo predilige un tipo di cucina culturalmente affermata e non soggetta alle evoluzioni, mentre il secondo è mosso dalla curiosità e dalla novità;
  • resistenza vs aspirazione: il primo difende ardentemente i propri principi riguardo il cibo e la cucina, mentre il secondo è interessato al cambiamento, alla continua ricerca e alle tendenze;

Ed eccoci arrivati finalmente al momento clou, le 4 tipologie di foodies!

  • Veraci: sono i più tradizionali di tutti. Non gli importano i canoni estetici dei piatti e non seguono le tendenze. L’importante è che sia buono!
  • Gourmet: un passo avanti rispetto ai Veraci. I Gourmet seguono i canoni del buongusto imposti dai grandi chef, seguendo quindi le indicazioni estetiche e di gusto.
  • Foodster: una vera rottura rispetto agli altri due. I Foodster rompono i classici canoni culinari, prediligendo le contaminazioni tra le culture. Altre fattore importante? Lo spicco della socialità.
  • Critical: qui è facile, lo dice già il nome. I Critical sono molto attenti ai temi etici dell’eco-sostenibilità e della qualità, e sono molto attenti al processo produttivo e alle materie prime.

foodies al ristorante

Nuova concezione del cibo = Nuovo modo di comunicarlo

Se il cibo è diventato esperienza, bisogna necessariamente cambiare i paradigmi per comunicarlo. Ecco allora che nasce il Foodtelling. Oggi infatti usiamo il cibo non come puro oggetto funzionale ma per raccontare un momento, un’esperienza. Raccontare il cibo significa raccontare noi stessi e definirci come appartenenti a un determinato gruppo sociale.

Risulta quindi evidente che oggi saper comunicare efficacemente un prodotto, un piatto o un brand è più che mai fondamentale. Bisogna colpire il giusto pubblico di riferimento, ammaliarlo e conquistarlo, in modo da trasmettere i valori che stanno a monte dell’intero progetto.

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