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Food inbound marketing, la scelta giusta per la tua azienda alimentare

in Comunicazione Food

il food inbound marketing

Uffa, quanto scoccia essere interrotti quando si è concentrati e impegnati nel fare qualcosa?!

Vallo a spiegare!

E noi di Erbacipollina proviamo a darne un’analisi concreta e in linea con una lucida strategia per ottenere obiettivi precisi, proprio come si conviene a un marketer professionista.

Per noi l’unico metodo efficace per far decollare la tua impresa è il Food Inbound Marketing.

Sociologia & food marketing

Il contesto collettivo in cui agiamo è una “società liquida” in cui ogni aspetto della quotidianità è labile, sfuggente e in continuo cambiamento. Una realtà per nulla solida e compatta, difficile da afferrare. In cui a farla da padrona sono le nuove forme, i nuovi canoni costituiti.

In poche parole la costante stabile è la novità, la variabile mutevole l’individuiamo nei trend, cangianti di anno in anno. I cambi di interesse e di rotta del mercato enogastronomico dipendono da un unico attore, “protagonista indiscusso” di quest’epoca: il consumatore.

Sempre più concentrato su sé stesso, sulla propria nicchia di riferimento. Focalizzato sulle proprie necessità, i propri bisogni e paure. Un’isola. Un’individualità indipendente. Per meglio comprenderlo il mercato gli va dietro rispettando, non sempre, il suo desiderio di autonomia.

Quindi compie la propria scelta d’acquisto spontaneamente, senza pressioni di sorta. Soltanto così è ben predisposto. Non deve sentire “la morsa” dell’engagement. Di norma avvertita come invasione di campo, intromissione spazio-temporale: disturbo.

La sua Customer Journey ideale è quella che avviene nel modo più spontaneo e naturale possibile. In contrasto con qualsiasi aspetto interruttivo del proprio processo esperenziale.

Food Inbound Marketing non è Interruption Marketing

Il Marketing Interruttivo è stata l’evoluzione invadente e fastidiosa del metodo tradizionale. Noto anche come Push Marketing o Outbound Marketing. Dietro questi termini, fino a qualche anno fa, risiedeva l’intento delle aziende di andare alla ricerca, massiva e generica, di clienti attraverso la pubblicità.

Di preciso, si metteva in pratica il “Marketing in Uscita”: una composita strategia, costituita da advertising e comunicazione, i cui destinatari (in particolare del messaggio o della proposta finale) erano una massa indistinta di utenti interrotti durante le proprie attività al momento del contatto (messaggio pubblicitario aziendale).

Qualche esempio:

  • Telemarketing: è la promozione di beni o servizi offerti da un’azienda tramite telefonate a un elenco di contatti telefonici;
  • Stampa e Pubblicità: è la promozione di beni o servizi offerti da un’azienda su giornali o riviste;
  • Spot Televisivi: è la promozione di beni o servizi di un’azienda tramite le abituali pubblicità in tv;
  • Telefonate a freddo: sono promozioni o proposte commerciali telefoniche a persone che non hanno richiesto di propria spontanea volontà di essere contattate dall’azienda, per questo molto invadenti e poco gradite da chiunque;
  • Spam e-mail: è una proposta commerciale o e-mail marketing invadente, sfruttato  dalle aziende per inviare generiche mailing list a più contatti possibili;
  • Banner e Pop-up: messaggi o inserzioni pubblicitarie che appaiono all’improvviso interrompendo la navigazione su pagine e contenuti web.

 

È una tipologia di marketing perlopiù superata, infatti, per le aziende che ne fanno ancora uso, risulta dispendiosa. Soprattutto riguardo ai costi di conversione, bisogna spendere tanto per ottenere i risultati prefissati. Cioè, in media i ROI aziendali ottenuti da queste tipologie di campagne pubblicitarie sono deludenti per vari motivi:

  • mirano a un pubblico ampio e anonimo;
  • sono azioni massive che sfruttano messaggi poco targettizzati, quindi poco rilevanti;
  • talmente poco significanti per il mercato presidiato che, spesso passano inosservate sviluppando in alcuni l’effetto “blind mind” (cecità mentale o totale indifferenza al messaggio veicolato), oppure, vengono percepite come indesiderate per l’invadenza o l’evidente azione interruttiva.

inbound marketing vs outbound marketing

Definizione del concetto Inbound

Inbound cos’è? È Pull Marketing! Ovvero, sono le richieste e le necessità dei consumatori a orientare la scelta tra le varie offerte di prodotti e servizi presenti sul mercato. Quindi le aziende sono in gran concorrenza tra loro per ottenere la maggior audience nel proprio mercato di riferimento. Un’operazione di marketing sempre più targettizzata, che segmenta in nicchie specifiche, con precise abitudini e caratteristiche, la probabile domanda a cui rivolgere la propria strategia.

Di conseguenza le aziende fanno leva:

  • sulla notorietà e sulla riconoscibilità del marchio e del prodotto o servizio;
  • sulle caratteristiche e abitudini del proprio pubblico di riferimento;
  • sul ridotto numero di intermediari (distributori, retailer, ecc.) rivolgendosi ai propri diretti interlocutori (a seconda che si tratti di B2C o B2B).

L’Inbound Marketing è una strategia outside-in (il probabile consumatore si interessa all’azienda), che sfrutta diverse modalità, in modo che ogni attività venga facilmente trovata dai suoi potenziali clienti.

Perché il Food Inbound Marketing è essenziale per la tua attività

In un mercato altamente concorrenziale e pieno di novità come quello del food è fondamentale stare al passo coi tempi. Di conseguenza per ogni azienda è necessario studiare a tavolino con l’aiuto di esperti del settore le giuste tattiche per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Volendo fare il verso alle teorie “smithiane”, con l’aiuto dei “food marketers” e dell’inbound food marketing è possibile “ottenere un massimo risultato con il minimo sforzo” individuando le soluzioni più indicate a soddisfare bisogni e desideri del proprio pubblico di riferimento.

Quindi, fissando bene un percorso strategico, di tipo Inbound, è possibile offrire la migliore esperienza di acquisto e la miglior cura o attenzione al proprio target di riferimento.

Insomma più che di strategia si parla della costruzione di un vero e proprio rapporto, che da perfetti sconosciuti porta alla totale affermazione di una relazione tra azienda e consumatore pienamente soddisfacente e duratura (cliente fidelizzato o cliente abituale). Un rapporto che si snoda su vari livelli e qualità di coinvolgimento del cliente ideale.

In generale si usano specifiche leve di marketing, relative ad ogni step del rapporto azienda – cliente, in modo che ogni impresa possa ottenere i risultati specifici e mirati a quel livello di coinvolgimento con i propri clienti.

Vuoi scoprire quali sono gli step ideali della tua strategia Inbound? Contattaci!

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