Retail di successo e nuove tendenze

retail di successo

Innovazione anche nei punti vendita

La scorsa settimana si è svolto un convegno a Milano che aveva per oggetto i retail di successo nel mondo e le nuove tendenze nei consumi.
Una discussione molto interessante per tutti coloro che vogliono sviluppare nuovi concept store, ma anche per chi si occupa dello sviluppo di punti vendita “classici” e vuole sostenerne la crescita.

Ecco alcuni degli aspetti emersi che più mi hanno colpita e che, spesso, hanno confermato le mie convinzioni:

  • i dettagli fanno la differenza: ad esempio, il personal shopper in una catena cheap di abbigliamento, Hollister che manda il video in tempo reale dei surfisti, J.Crew che in un display ti fa vedere la compilation che stai ascoltando; ma anche la creazione di un’area riposo per i mariti che aspettano le mogli che fanno shopping, o l’allestimento di un’area lettura in uno store multiprodotto dove oltre a poter usufruire dei libri li posso anche acquistare usati. Sono tutti esempi di servizi aggiuntivi – non scontati – che possono fare una grande differenza nella percezione del cliente e che possono indurlo a tornare;
  • il visual merchandising nello scaffale delle merci è un elemento molto importante: per esempio, negli store Ilori lo scaffale gioca tra vuoti e pieni per una migliore esposizione della merce;
  • l’importanza dei valori espressi: l’attenzione all’etica, alla solidarietà, ai temi del basso impatto ambientale e dell’ecologia sono ritenuti sempre più rilevanti da parte del pubblico, e stanno diventando quasi un elemento essenziale.

Inoltre sono stati identificati dieci punti che descrivono e riassumono le nuove tendenze dei consumi e dei concept di successo oggi:

  1. esiste un nuovo lusso che può essere così espresso: più qualità meno lusso ostentato. I negozi devono essere accessibili, non devono incutere il timore di entrare come le boutique griffate, gli ambienti devono essere semplici, accoglienti, curati e autentici. Ciò che deve emergere è l’artigianalità, la personalizzazione. Es. Gourmet Garage sembra un mercatino con l’arredo molto semplice, ma molto accogliente che offre prodotti di qualità con un alto servizio aggiunto (ad esempio ti avvisiamo quotidianamente tramite mail della zuppa del giorno);
  2. esperienza per il cliente: Vincon a Barcellona che vende oggetti di design li mette in esposizione e a disposizione dei clienti per essere provati. Le Pain Quotidien ha un tavolo sociale per incontrare persone, l’ambiente è informale ma l’offerta di buona qualità. Da J.Crew Man gli arredi usati richiamano quelli domestici, c’è il sarto a disposizione, il look del personale (non viene più definito divisa) è accattivante, e sono state create aree ad alta densità emotiva (es. whole foods per l’area caffè è caratterizzato da un’ambientazione con le piante, i sacchi del caffè ecc.);
  3. efficienza nell’acquisto e nel servizio: comprare dev’essere facile e funzionale. Es. Europa Caffè vende insalate, tutto è a self service tranne il condimento che ti personalizza il commesso;
  4. glocalism: identità globali declinate in chiave locale (adattamento dei gusti, formati, promozioni); è una tendenza molto forte soprattutto nel settore del food;
  5. sogni accessibili per tutti, interazione, esperienze, coinvolgimento: Hersey cioccolato NYC personalizza le etichette per ogni barretta di cioccolato attraverso uno sticker stampato al momento, nel quale puoi inserire la tua foto, creare il tuo messaggio che viene proiettato per un po’ di tempo nell’insegna esterna su Times Square;
  6. mi fido di te: dalla fiducia alla fidelizzazione. Occorre identificare quali sono le chiavi e dove investire per aumentare la fiducia. Bisogna inoltre avere la capacità di comunicare all’interno dello store. La comunicazione  dev’essere corretta e mirata, non esagerata;
  7. greentailing: ecosostenibilità del commercio, maggior vicinanza ai trend dei consumatori, posizionamenti più etici (green depot, abc carpets, wholefoods);
  8. cura generosa del cliente superando le aspettative, sorprendendolo, ascoltandolo;
  9. socialtailing: creare una comunità nel retail, occasioni d’incontro, non più solo comunità virtuali (societaing+retail). Es. Lionbrand un negozio che vende lane al centro ha posizionato un tavolo con ferri e gomitoli dove si può fare la maglia. Creare passaparola, effetto promozione virale.
  10. smart pricing: “prezzo intelligente”, un tema fondamentale.

Questi sono tutti temi da tenere bene a mente quando si vuole creare un punto vendita oppure dare slancio ad un retail già esistente. Considerare questi elementi di innovazione può costituire il quid che fa la differenza rispetto a tutto il resto.

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