Parmesan: what’s?

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Stiamo parlando del Parmigiano Reggiano che conosciamo tutti o di qualcos’altro? Quel formaggio straordinario che fin da piccoli cresce con noi, nei nostri piatti? Che utilizziamo tutti i giorni sulla pasta e che in Emilia Romagna, con un’espressione dialettale, chiamiamo “forma”? Quella da aggiungere alla fine sul piatto (…mi passi la forma?)? www.parmigiano-reggiano.it

Non posso credere che il re dei formaggi per notorietà, per proprietà nutrizionali e per versatilità oggi abbia un sito web per il mercato statunitense che si chiama parmesan.com.parmigiano_reggiano

Vorrei che qualcuno che si occupa di comunicazione, brand awareness, mi spiegasse la scelta per a dir poco assurda che un colosso come il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha fatto. Posso capire che nel mondo il brand sia stato volgarizzato con Parmesan, poiché non avevamo registrato il marchio e abbiamo rischiato di perderlo con altri formaggi di imitazione straniera, ma il fatto che oggi, dopo tanti sforzi e dopo tanta notorietà, chiamiamo Parmesan un portale per gli USA non ha davvero alcun senso. No, non ho veramente parole per descrivere la cecità italiana nei confronti dei marchi, dei prodotti, del marketing, del brand e della comunicazione dei nostri prodotti.

Chiedo ai signori responsabili del marketing e della comunicazione del Consorzio del Parmigiano Reggiano se Ferrari, Barilla o Dom Pérignon cambierebbero nome per il mercato straniero. Forse un semplice redirect del dominio Parmesan sul dominio parmigianoreggiano.it avrebbe avuto più senso, se l’obiettivo era quello di non perdere la fetta di americani che, per colpa nostra, chiamano Parmesan il Parmigiano Reggiano.

A quanto pare i concetti di valore del marchio e brand reputation non sono noti in Emilia, la food valley italiana, una delle zone di maggiori eccellenze gastronomiche italiane. Meditiamo italiani meditiamo!

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