Taste 2011

Riflessioni sul salone enogastronomico di Firenze

Poco più di una settimana fa eravamo a Taste, il salone delle eccellenze gastronomiche organizzato a Firenze da Pitti Immagine, con la collaborazione del Gastronauta (Davide Paolini).

Davvero una bella manifestazione, organizzata in una location affascinante e delle giuste dimensioni (la Stazione Leopolda), con produttori di specialità alimentari di alto livello qualitativo e dei momenti di discussione interessanti insieme al giornalista Davide Paolini.

Tutti fattori positivi, tuttavia quello che stupisce è la scarsa conoscenza dell’evento fra i non addetti ai lavori. Nel corso dei tre giorni fiorentini mi sarà capitato almeno 5 o 6 volte di parlare con persone che non avevano idea di cosa si stesse svolgendo alla Stazione Leopolda. Sarà una coincidenza o forse no. Mentre manifestazioni come il Salone del Gusto hanno ottenuto ormai una risonanza a livello internazionale, Taste Firenze è ancora limitata a un pubblico di addetti ai lavori (distributori, negozianti, giornalisti). Il che non è del tutto negativo, però sicuramente si può crescere. Il punto cruciale è aumentare la conoscenza di questo evento senza farlo diventare un evento di dimensione esagerate, con un’affluenza di pubblico ingestibile come (purtroppo) è diventato il Salone del Gusto di Torino.

Per quanto riguarda gli espositori, la cosa che noto spesso è che molte aziende ancora non si concentrano sulla comunicazione, pur realizzando prodotti di altissimo livello, che quindi sarebbero “facili” da comunicare. Quasi tutti ormai hanno un sito internet, ma pochi dispongono dell’e-commerce (visto probabilmente come un elemento di difficile gestione), e ancora meno sono coloro che utilizzano i social network per parlare della propria azienda. Le aziende dovrebbero lavorare molto su questo fronte, perché la comunicazione online è sicuramente molto più economica di qualsiasi tipo di investimento pubblicitario (cartaceo, video o radio) e consente – attraverso twitter e facebook – di mettersi in connessione con un pubblico mirato, che può essere selezionato in base agli interessi, alle attività, ecc.

Se sul fronte qualità il Made in Italy gastronomico offre davvero tanto, dal punto di vista della comunicazione dobbiamo ancora migliorare parecchio!

Formazione culinaria

Un convegno a Imola sulla fomazione gastronomica

Sabato 26 febbraio, a Imola, all’Hotel Molino Rosso si svolgerà un importante convegno dedicato alla formazione gastronomica. Titolo della manifestazione, organizzata dall’Accademia Italiana della Cucina (delegazione Emilia Romagna), è “Quale formazione per una cucina di qualità?”.

Una domanda che ci si deve porre – soprattutto se già si lavora in ambito gastronomico o se si vuole iniziare – e alla quale cercheranno di dare risposta alcune figure di primo piano della cucina italiana: da Gualtiero Marchesi (forse il più noto chef nazionale, anche rettore della scuola internazionale di cucina Alma) a Piergiorgio Parini (chef del Povero Diavolo di Torriana), da Massimo Spigaroli (dell’Antica Corte Pallavicina) a Enzo Vizzari (curatore della guida ristoranti dell’Espresso). Ma fra i relatori ci saranno anche vari docenti degli istituti professionali della zona e dell’Università di Bologna.

Obiettivo del convegno è “mettere a confronto la personale esperienza dei relatori per individuare un percorso formativo ideale per una cucina di qualità”.

Il convegno è aperto non solo agli iscritti all’Accademia Italiana della Cucina, ma a tutti gli amanti della cultura enogastronomica.

Segnatevi quindi l’appuntamento se vi trovate in zona!

Eataly: supermercato gourmet e non solo

Alcune impressioni…

Molti di voi ne avranno sentito parlare o ci saranno già stati. Eataly è il grande “supermercato gourmet” aperto prima a Torino, al Lingotto, poi via via in altre città italiane e straniere, da Milano a Bologna, da New York a Tokio.

Migliaia di metri quadri riempiti di prodotti di qualità, dalla pasta alle conserve, dalla carne alle verdure, dai salumi ai formaggi. Nella maggior parte dei punti Eataly, poi, esistono delle “isole” tematiche in cui assaggiare i prodotti in vendita cucinati: ci si accomoda al bancone o nei pochi tavolini per assaggiare pizza, pesce, verdure, carne… preparati al momento secondo la proposta del giorno.

All’apparenza tutto davvero interessante, irresistibile per ogni appassionato di cucina. Tuttavia, visitando i punti vendita di Torino e Bologna ho notato che non è tutto poi così perfetto come potrebbe sembrare…

L’ambiente di Torino è davvero molto bello, ottima l’idea di ricreare il mercato, meravigliosa la selezione e la varietà dei prodotti, tuttavia l’offerta dei vari punti di ristoro si rivela meno interessante del previsto. La qualità non è così curata come ci si aspetterebbe, i piatti spesso sono preparati in maniera frettolosa e il servizio è poco curato. Rispetto all’apertura, avvenuta ormai qualche anno fa, sotto questo punto di vista la qualità è calata e il risultato è che si finisce per non comprendere il posizionamento della ristorazione interna ad Eataly Torino.

Per quanto riguarda il punto vendita di Bologna – premiato come miglior retail italiano dell’anno (retail innovation award, Berlino) –, la location è molto bella, all’interno dell’ex sala borsa, in pieno centro, interessante il format (libreria/supermercato/ristorante), ottima la selezione prodotti, ma anche in questo caso il livello della ristorazione (il Bar, la Trattoria e l’Osteria del Vino e della Birra) non è all’altezza del resto. Un peccato, perché un posto come questo, che non può non avere successo, dovrebbe investire un po’ di più sul fronte qualità della ristorazione, sia dal punto di vista del servizio che dell’offerta gastronomica.

Staremo a vedere se ci saranno delle evoluzioni nei prossimi mesi.

professionalita accoglienza

L’importanza del servizio e dell’accoglienza

Professionalità al servizio del cliente: una leva del marketing

Sono passate le Festività Natalizie e così rieccoci qui a chiacchierare e riflettere sui temi del marketing e della comunicazione food & wine.

Noi del team di Erbacipollina siamo continuamente in giro per negozi gastronomici, ristoranti, enoteche e così via, sempre pronti a scoprire qualche nuovo scrigno di golosità. (altro…)

certificazione certilogo italia

Certificare l’autenticità di un prodotto

Certilogo: un servizio innovativo a tutela di marchi e consumatori

Sempre più spesso siamo circondati da prodotti contraffatti. Su internet come nei negozi, nei mercati come nei grandi magazzini ci si imbatte con sempre maggiore facilità in articoli non autentici, imitati con grande maestria. L’abbigliamento e la pelletteria sono sicuramente fra i primi mercati colpiti da questa problematica, ma il food non è da meno. Ogni giorno, infatti, scopriamo nuovi “finti” pomodori San Marzano, “finti” Parmigiano Reggiano, “finte” paste italiane e così via. Il Made in Italy – enogastronomico, del design e di molti altri settori – soffre questo fortemente questo problema perché – naturalmente – sono i prodotti che godono di miglior reputazione ad essere contraffatti. (altro…)

Maida Vastola conserve

Maida e Primitivizia

Nuove idee per valorizzare il nostro patrimonio enogastronomico

La scorsa settimana abbiamo parlato del miele e delle aziende che sono riuscite a innovare in un settore banale, in cui i prodotti erano fino a poco tempo fa indifferenziati.

Oggi, sempre sul solco della valorizzazione del nostro patrimonio enogastronomico, parliamo di due realtà che si stanno facendo molto notare. Si tratta di due produzioni di nicchia che hanno puntato sulla qualità e hanno creato innovazioni riguardanti il packaging, il design, le possibilità di utilizzo del bene. Obiettivo: valorizzare prodotti di uso quotidiano (Maida) e valorizzare prodotti semplici che – in teoria – tutti noi abbiamo a disposizione (Primitivizia).

maida_vastola_conserve

Maida è una piccola azienda agricola di Paestum (nel Parco Nazionale del Cilento) che, per sostenere la propria attività, ha iniziato a trasformare i prodotti della terra realizzando ortaggi sott’olio, conserve di pomodori (passate e pelati di pomodori, pomodorini e pomodori gialli), creme di verdure, confetture e marmellate. Fin qui niente di sconvolgente, a parte l’alto livello qualitativo del prodotto.
Le scelte strategiche che hanno fatto distinguere questa azienda sono state invece l’adozione di un packaging e di un design moderno, elegante, che non ha nulla a che vedere con quello dei concorrenti (molto più sobrio ed essenziale) e, seconda ma non secondaria, la scelta di essere distribuiti solo in pochi punti vendita di alto livello, posizionandosi così accanto ad altri prodotti di alta gamma.

primitivizia

Primitivizia, invece, è un’azienda trentina che ha scommesso sulla riscoperta dei sapori e dei profumi di una volta. Di cosa si tratta? Primitivizia raccoglie erbe spontanee e frutti selvatici che crescono in montagna e li trasforma in tantissime “essenze”, ovverosia li conserva sottovetro in confezioni semplici ed eleganti. L’aspetto innovativo sta – oltre che nella scelta di offrire i prodotti spontanei della propria terra, che tutti avrebbero in teoria a disposizione ma che sempre di meno vengono raccolti e utilizzati – nel grande lavoro di abbinamento, di consigli di utilizzo e di spiegazione dei prodotti. Sul sito, infatti, troverete la descrizione dettagliata di ogni prodotto e l’abbinamento ideale: per esempio, la bardana (pianta biennale dal sapore intenso, con note di carciofo e cardo selvatico) è consigliata con i salumi stagionati, i pecorini, i caprini, il Parmigiano.
Inoltre Primitivizia ha realizzato delle confezioni speciali che raccolgono, ad esempio, le essenze ideali con la pasta, i formaggi, la carne, il pesce e così via. In questo modo sono riusciti a dare un notevole valore aggiunto a prodotti che in via ipotetica potrebbe non aver senso commercializzare, in quanto disponibili in natura senza necessità di coltivazione.

La prossima settimana un nuovo appuntamento su questo blog con tante considerazioni sul mondo del food!

Mielizia

Il Marketing del Miele

Case history di successo: MieliThun e Mielizia

Qualche anno fa non ci si pensava nemmeno. Ora invece il marketing delle aziende produttrici di miele – almeno di alcune – è diventato una case history da studiare.

Mi riferisco in particolare a due aziende che hanno un target differente, ma che hanno sviluppato strategie di marketing e comunicazione di grande successo, che hanno cambiato il volto di questo piccolo settore dell’agroalimentare: MieliThun e Mielizia.

Queste due realtà dimostrano come sia possibile valorizzare i prodotti food (anche quelli apparentemente banali come il miele) attraverso strategie opportune e azioni di mktg mirate: per arrivare a valorizzare un prodotto alimentare bisogna creare nuovi concetti di prodotto, idee brillanti e innovazioni (di packaging o di utilizzo del prodotto).

Il miele è un prodotto indifferenziato, per il quale nessuno aveva mai realizzato una vera innovazione. MieliThun e Mielizia sono invece riusciti a dare una svolta al settore, riuscendo ad aumentare il valore del prodotto, a creare nuove occasioni di consumo e di conseguenza ad aumentare le vendite.
Che cosa hanno fatto in concreto queste aziende? Hanno sviluppato il proprio brand (creazione di un logo, unione di valori come la qualità, il design, la tracciabilità), hanno innovato il packaging (es. squizable Mielè di MieliThun o bustina bar di Mielizia), hanno creato nuove occasioni di consumo attraverso il packaging, la nuova comunicazione e gli altri elementi di innovazione: è il caso per esempio del grande lavoro di diffusione della cultura del miele svolto da entrambe le aziende (MieliThun soprattutto con i “quintessenza” e i percorsi sensoriali, Mielizia con i mieli biologici con la “carta d’identità” e con l’ampio spazio dedicato agli apicoltori membri della cooperativa che dà vita a Mielizia).

Thun ha puntato tutto sulla qualità, sul concetto di cru (i mieli quintessenza), i percorsi sensoriali… hanno inoltre lavorato molto con la newsletter per fidelizzazione del cliente e hanno saputo creare piccoli eventi di spicco (es. gli Honey Park) anche all’interno di grandi manifestazioni come il Salone del Mobile o il Salone Internazionale del Gusto.
Mielizia ha puntato alla grande distribuzione e ai bar. Con la creazione di un consorzio di piccoli produttori (dediti all’agricoltura biologica) e con lo sviluppo di un progetto in collaborazione con Libera Terra (il marchio per le produzioni biologiche sulle terre liberate dalla mafie) hanno arricchito il prodotto con importanti valori etici. Interessante poi lo spazio dedicato ai punti vendita Mielizia- Alce Nero – Libera Terra.

MieliThun e Mielizia, quindi, pur avendo posizionamenti diversi, hanno lavorato nella medesima direzione, quella dell’innovazione e della differenziazione per aumentare il valore di un prodotto apparentemente indifferenziato. E le brillanti strategie sono state premiate dal successo dei prodotti.

retail di successo

Retail di successo e nuove tendenze

Innovazione anche nei punti vendita

La scorsa settimana si è svolto un convegno a Milano che aveva per oggetto i retail di successo nel mondo e le nuove tendenze nei consumi.
Una discussione molto interessante per tutti coloro che vogliono sviluppare nuovi concept store, ma anche per chi si occupa dello sviluppo di punti vendita “classici” e vuole sostenerne la crescita.

Ecco alcuni degli aspetti emersi che più mi hanno colpita e che, spesso, hanno confermato le mie convinzioni:

  • i dettagli fanno la differenza: ad esempio, il personal shopper in una catena cheap di abbigliamento, Hollister che manda il video in tempo reale dei surfisti, J.Crew che in un display ti fa vedere la compilation che stai ascoltando; ma anche la creazione di un’area riposo per i mariti che aspettano le mogli che fanno shopping, o l’allestimento di un’area lettura in uno store multiprodotto dove oltre a poter usufruire dei libri li posso anche acquistare usati. Sono tutti esempi di servizi aggiuntivi – non scontati – che possono fare una grande differenza nella percezione del cliente e che possono indurlo a tornare;
  • il visual merchandising nello scaffale delle merci è un elemento molto importante: per esempio, negli store Ilori lo scaffale gioca tra vuoti e pieni per una migliore esposizione della merce;
  • l’importanza dei valori espressi: l’attenzione all’etica, alla solidarietà, ai temi del basso impatto ambientale e dell’ecologia sono ritenuti sempre più rilevanti da parte del pubblico, e stanno diventando quasi un elemento essenziale.

Inoltre sono stati identificati dieci punti che descrivono e riassumono le nuove tendenze dei consumi e dei concept di successo oggi:

  1. esiste un nuovo lusso che può essere così espresso: più qualità meno lusso ostentato. I negozi devono essere accessibili, non devono incutere il timore di entrare come le boutique griffate, gli ambienti devono essere semplici, accoglienti, curati e autentici. Ciò che deve emergere è l’artigianalità, la personalizzazione. Es. Gourmet Garage sembra un mercatino con l’arredo molto semplice, ma molto accogliente che offre prodotti di qualità con un alto servizio aggiunto (ad esempio ti avvisiamo quotidianamente tramite mail della zuppa del giorno);
  2. esperienza per il cliente: Vincon a Barcellona che vende oggetti di design li mette in esposizione e a disposizione dei clienti per essere provati. Le Pain Quotidien ha un tavolo sociale per incontrare persone, l’ambiente è informale ma l’offerta di buona qualità. Da J.Crew Man gli arredi usati richiamano quelli domestici, c’è il sarto a disposizione, il look del personale (non viene più definito divisa) è accattivante, e sono state create aree ad alta densità emotiva (es. whole foods per l’area caffè è caratterizzato da un’ambientazione con le piante, i sacchi del caffè ecc.);
  3. efficienza nell’acquisto e nel servizio: comprare dev’essere facile e funzionale. Es. Europa Caffè vende insalate, tutto è a self service tranne il condimento che ti personalizza il commesso;
  4. glocalism: identità globali declinate in chiave locale (adattamento dei gusti, formati, promozioni); è una tendenza molto forte soprattutto nel settore del food;
  5. sogni accessibili per tutti, interazione, esperienze, coinvolgimento: Hersey cioccolato NYC personalizza le etichette per ogni barretta di cioccolato attraverso uno sticker stampato al momento, nel quale puoi inserire la tua foto, creare il tuo messaggio che viene proiettato per un po’ di tempo nell’insegna esterna su Times Square;
  6. mi fido di te: dalla fiducia alla fidelizzazione. Occorre identificare quali sono le chiavi e dove investire per aumentare la fiducia. Bisogna inoltre avere la capacità di comunicare all’interno dello store. La comunicazione  dev’essere corretta e mirata, non esagerata;
  7. greentailing: ecosostenibilità del commercio, maggior vicinanza ai trend dei consumatori, posizionamenti più etici (green depot, abc carpets, wholefoods);
  8. cura generosa del cliente superando le aspettative, sorprendendolo, ascoltandolo;
  9. socialtailing: creare una comunità nel retail, occasioni d’incontro, non più solo comunità virtuali (societaing+retail). Es. Lionbrand un negozio che vende lane al centro ha posizionato un tavolo con ferri e gomitoli dove si può fare la maglia. Creare passaparola, effetto promozione virale.
  10. smart pricing: “prezzo intelligente”, un tema fondamentale.

Questi sono tutti temi da tenere bene a mente quando si vuole creare un punto vendita oppure dare slancio ad un retail già esistente. Considerare questi elementi di innovazione può costituire il quid che fa la differenza rispetto a tutto il resto.

The Geometry of Pasta

The Geometry of Pasta

Ovvero libri che dovrebbero essere pubblicati in italiano

Perché certi libri non si pubblicano in lingua italiana? È la prima cosa che mi sono domandata quando ho visto il libro “The Geometry of Pasta” (the perfect shape + the perfect sauce) di Caz Hildebrand & Jacob Kenedy. (altro…)

Succhi Alain Milliat

Jus e nectars di Alain Milliat

Succhi di frutta e nettari d’autore

Ci sono succhi di frutta e succhi di frutta. Quelli di Alain Milliat sicuramente non possono essere considerati succhi qualunque.

Ma che cos’hanno di tanto speciale i nettari firmati Milliat?

La filosofia che sta alla base questi prodotti straordinari è molto simile all’approccio francese al vino di qualità: il terroir prima di tutto.

Alain – forte di una lunga esperienza come coltivatore di frutta nella regione del Rodano Alpi – dalla metà degli anni ’90 ha iniziato un lavoro di selezione di varie tipologie di frutti (circa 30) nelle zone di produzione più vocate. Collaborando con altri coltivatori, sia in Francia che nel mondo, Alain fa raccogliere i frutti a mano nel momento di piena maturazione e poi, entro 48 ore, li fa arrivare in Francia, nella sua maison a Lorp Sentaraille, ai piedi dei Pirenei (mentre la sede amministrativa si trova ad Orlienas, minuscolo borgo non lontano da Lione), dove vengono trasformati in nettari, confetture e altre bontà. In questo modo si evita l’ossidazione dei frutti che mantengono così inalterate le proprie qualità organolettiche. La trasformazione, quindi, avviene solo una volta l’anno per ogni tipologia di frutto.

Jus & nectar sono sicuramente i prodotti che più hanno contribuito alla notorietà di questo nome. In pochi anni sono diventati un must per ogni gourmet che si rispetti e sono stati recensiti anche dai più noti degustatori di vino. Fra le versioni irresistibili troviamo, ad esempio, il mango, il cassis noir di Borgogna, la mela renetta, il mirtillo di bosco.

Non contengono né additivi né conservanti, sono semplicemente pastorizzati e si conservano, a confezione chiusa, dai 24 ai 36 mesi.

Ovviamente la bottiglietta in cui sono confezionati è tanto semplice quanto elegante. Perfetta per il prodotto che contiene!

Unico neo, in Italia non è semplicissimo trovarli, la soluzione più rapida è acquistarli online:
http://www.eaux-du-globe.fr/

Strade del Vino

Strade del Vino – dall’estate all’autunno un mare di iniziative

‘Arte  e Vino’ e ‘Wine Food Festival’

Quello del vino è un mondo estremamente attivo, pieno di iniziative, ricco di eventi, degustazioni, manifestazioni e idee viaggio, adatte sia ai grandi appassionati del genere che a tutti coloro che si avvicinano, incuriositi, al vino.

Soprattutto d’estate le cantine sono teatro di numerosi eventi, come il prossimo Calici di Stelle, il tradizionale appuntamento organizzato dal Movimento Turismo del Vino in occasione della notte di San Lorenzo. Come già accade da molti anni, il 10 agosto nelle corti delle cantine, nelle piazze, nei centri storici italiani si potrà ammirare lo spettacolo delle stelle cadenti sorseggiando un calice di vino e gustando i migliori prodotti del territorio.

Ma questa è soltanto una delle più note manifestazioni dell’estate, che coinvolge tutte le regioni italiane. Le varie strade dei vini e dei sapori hanno dato vita ad una miriade di altri eventi che riguardano soltanto i territori di riferimento e che sempre più spesso fanno conoscere al pubblico nuovi aspetti del vino.

È il caso per esempio di “Arte e Cibo”, nuovo progetto della Strada del Vino Nobile che ha come obiettivo quello di sviluppare un nuovo concetto di filiera corta legando il patrimonio enogastronomico di cui Montepulciano è ricchissima con quello artistico. Nei prossimi mesi, quindi, al Museo Civico (accanto alle terrecotte Robbiane e alle altre sezioni archeologico-artistiche) e all’Ufficio della Strada del Vino Nobile (vicino alle Logge della Mercanzia, dove si svolgono frequenti mostre) saranno allestiti degli spazi dedicati alla cultura enogastronomica, anche con vendita di prodotti.

Tornando, invece, alla nostra Emilia Romagna, va segnalato in particolare il Wine Food Festival, iniziativa che si svolgerà da settembre a dicembre 2010 con una lunga serie di appuntamenti alla scoperta dei prodotti DOP e IGP e dei migliori vini della regione.

Fra i numerosi eventi che Wine Food Festival ha in programma segnalo: i Tre Giorni del Sangiovese (Predappio, 3-4-5 settembre), Sapore di Sale (Cervia, 10-11-12 settembre), Vetrine Motori e Balsamici Sapori (auto d’epoca e Aceto Balsamico di Modena – Spilamberto, 1-4 ottobre).

Insomma sarà una seconda metà 2010 ricca di eventi enogastronomici, assolutamente da seguire!

da claudio pescheria milano

Mangiare il pesce direttamente in pescheria

Da Milano a Napoli le pescheria con cucina spopolano

Qualche sera fa, passeggiando nei pressi di Piazza Cavour, a Roma, mi sono imbattuta in un locale nuovo (almeno credo, non lo avevo mai visto prima): Johnny – The Fish House, una pescheria con cucina. Tanta gente seduta nei tavolini all’aperto sembrava soddisfatta della scelta. (altro…)