Langhe, Roero e Monferrato nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità

Langhe-Roero e Monferrato patrimonio dell'umanità

Dopo un iter di oltre dieci anni, il paesaggio vitivinicolo di Langhe-Roero e Monferrato (Piemonte) è stato iscritto dall’Unesco nel patrimonio mondiale dell’umanità. Un grande risultato per questi territori che da sempre fanno della viticoltura e del patrimonio enogastronomico il centro della propria cultura e della propria quotidianità.

Il riconoscimento Unesco copre 5 distinte aree vinicole con straordinari paesaggi, più il Castello di Cavour, nome emblematico sia per lo sviluppo della viticoltura che della storia italiana. La Convenzione riconosce i modi in cui l’uomo interagisce con la natura, e il fondamentale bisogno di preservare l’equilibrio fra i due.

Con questo riconoscimento l’Italia sale a quota 50 siti iscritti nella World Heritage List dell’Unesco, confermando il primato mondiale davanti alla Cina. Un valore che andrebbe sfruttato al meglio come leva di marketing territoriale, per incrementare un turismo di qualità, per dare vitalità a realtà molto interessanti, ma non sempre vivaci dal punto di vista economico.

«È un riconoscimento fondamentale per affermare il valore culturale della nostra agricoltura», ha affermato il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Maurizio Martina. In effetti è la prima volta che un paesaggio vitivinicolo italiano entra a far parte della lista dell’Unesco. Ci auguriamo che la regione Piemonte e in particolare i territori coinvolti (Langhe, Roero e Monferrato) riescano a sfruttare al meglio questo riconoscimento come volano di comunicazione del territorio, stimolando da un lato il turismo, dall’altro la vendita di vino e degli altri prodotti enogastronomici locali.

Essere iscritti nei luoghi che sono patrimonio mondiale dell’umanità è una grande opportunità che deve essere sfruttata al meglio. In un periodo di stagnazione come quello attuale, in cui anche il turismo e l’enogastronomia (seppure meno di altri settori) risentono in parte delle difficoltà economiche che hanno colpito l’intero mondo occidentale in questi ultimi anni, questa grande visibilità offerta dall’Unesco deve essere utilizzata in maniera intelligente – seguendo adeguate strategie di comunicazione e marketing – per dare lustro ai prodotti e ai servizi offerti, in modo tale da dare nuovo slancio l’economia locale.

In questa ottica troviamo positivo il fatto che la Regione Piemonte guidi l’organizzazione del forum di tutti i paesaggi vitivinicoli riconosciuti patrimonio Unesco – Wachau (Austria), Dubrovnik (Croazia), Saint Èmilion (Francia), l’isola Pico nelle Azzorre e l’Alto Douro (Portogallo), Lavaux (Svizzera), Tokaj (Ungheria) – che sarà inaugurata in occasione di Expo 2015 all’interno del Padiglione del Vino.

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